Nove colonne
Corsi di recupero in democrazia al Corriere della sera
Tutor per tutti, endorsement per uno. Barack Obama non vincerà, né le primarie né, tantomeno, la corsa per la Casa Bianca.

Dal Foglio del 9 febbraio 2008
Tutor per tutti, endorsement per uno. Barack Obama non vincerà, né le primarie né, tantomeno, la corsa per la Casa Bianca. E non riuscirà per un solo motivo: quando studiò alla Columbia non frequentò le lezioni di Giovanni Sartori. Rilancia la notizia il Corriere della Sera dando voce alla lamentazione del più importante dei suoi editorialisti, il professore Sartori in persona: “Un lavativo Obama! Se ha saltato i miei corsi non sa nulla di democrazia”.
Fatta propria la lezione di Sartori, il Corriere da par suo, decide di scendere in campo nella totalità delle proprie forze offrendosi per la formazione dei politici impegnati nell’ormai aperta campagna elettorale. Comincia da par suo il direttore, Paolo Mieli, che s’impegna nella fatica di cesellare il cavallo più lussuoso della campagna d’Italia. Walter Veltroni naturalmente, già buono di suo, forse bisognoso di training di sopportazione, avrà impartito da Mieli questo insegnamento: leggere tutte le interviste degli ultimi cinque anni di Massimo D’Alema, ripeterle a memoria, quindi appallottolare le carte, ingerirle e digerirle.
Sarà Pierluigi Battista, il vicedirettore, a farsi carico dell’allievo più discoluccio, quel monello di Silvio Berlusconi cui insegnerà come stare sul predellino con un piede solo e a braccia larghe, come tenere cinque candidate cinque su un solo ginocchio e come portare, infine, la sciarpa a palline ton suR ton col lucido delle scarpe.
A Paolo Di Vico, il vicedirettore dell’acuta analisi finanziaria, è affidato Clemente Mastella. Arduo il compito: un corso di econonomia di mercato per il Sud. Al partito dei pensionati ci pensa Francesco Verderame, severo maestro di Carlo Fatuzzo. E sempre al Sud si rivolge la lezione del professor Gian Antonio Stella che si fa carico di tutta la casta cafona. I deputati, i senatori e gli assessori uscenti (tutti della Casa della Libertà ovviamente) sono già stati rinchiusi nel recinto dello stadio di Buonabitacolo per essere sottoposti a una severa giornata di autocritica. In verità Stella ha reclamato tra gli allievi anche Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino e Agazio Loiero ma un secco niet di Luca Cordero di Montezemolo ha impedito che i tre leader siano costretti alla mortificante clausura.
Il professore Sartori in persona è stato incaritato dalla direzione per delle lezioni private. Esclusivamente dedicate a Sabina Ratti in Profumo. Solo per lei e basta. Lei sì che se le può permettere. Come il Parini lui arriva e lei fa la discepola, con un cagnolino tenuto stretto in grembo di nome Enrico (la famosa vergine Cuccia, battuta rubata a Severgnini ndr).Tutte le belle – la Prestigiacomo, la Ravetto, la Carfagna e la Gardini – sono affidate ai corsi di charme tenuti dal Magazine di Di Piazza e di nuovo prossimo Governo. Tutte da lui, beato lui. Una fascicolazione a parte – vista la sua statura internazionale – viene riservata per Giovanna Melandri. Della sua formazione, infatti, si occuperà personalmente l’aulentissima Diamante D’Alessio.
Ormai che s’è scoperto lo scoop degli scoop – e cioè che pure Eugenio Scalfari, barzellettiere, copia dallo spassosissimo Severgnini, giusto a questo prezioso autore della grande comicità è affidata la formazione dell’intera truppa dei comici, dalla Commissione Mitrokin alla Telekom Serbia, fino ai Di Pietro, Storace, Di Gregorio, Diliberto e Pecoraro Scanio. Tutti a lezione da Beppe. Mieli, da par suo, brillante come suo solito, si leva tanto di cappello e mostrando la pelata, dice: “Anche io ho fatto un errore: ho frequentato le lezioni del professor Sartori! E mi sono ridotto così”.